
Quaderno terzo/6.
Fenomenologia, esistenzialismo, ermeneutica, pensiero debole.
 (Capitolo Quattordici del manuale di L. Ardiccioni, Filosofia, 3,
G. D'Anna, Messina-Firenze. L'indicazione vedi manuale rimanda
alla pagina di questo volume).
Introduzione. Una nuova metafisica.
Riflettendo sulla critica di Heidegger (e di R. Carnap, Quaderno
terzo/5) alla metafisica, il filosofo Sergio Givone conclude
affermando che al di l della metafisica non c' che la
metafisica. La filosofia di Heidegger pu in effetti essere un
esempio in questo senso. Infatti se da una parte egli critica la
metafisica, dall'altra il modo in cui sviluppa la sua filosofia
dell'esistenza e dell'Essere ripercorre lo schema abituale con cui
sono state costruite le metafisiche nel passato.
Come abbiamo pi volte ricordato, la metafisica nasce quasi sempre
come reazione al relativismo e allo scetticismo, ai quali ritiene
di poter contrapporre un'interpretazione del reale non criticabile
perch fondata su di un principio epistemico. Fu la forte
provocazione dei sofisti nell'Atene del V secolo avanti Cristo che
spinse Platone ad intraprendere la seconda navigazione. Egli
riteneva di poter opporsi vittoriosamente alle loro tesi
relativistiche con la dottrina delle idee.
Sempre alla ricerca di un criterio inconfutabile da contrapporre
alle pretese relativistiche dei sofisti (le quali si riassumono
bene nell'espressione protagorea Ad ogni lgos si pu
contrapporre un altro lgos ), Aristotele arriv alla scoperta
del principio di non-contraddizione, su cui fond la sua
metafisica.
Reagendo allo scetticismo dei libertini, Descartes trov poi un
nuovo fondamento epistemico nell' ego cogitans, riuscendo cos ad
offrire una serie di solidi punti di riferimento agli uomini del
suo tempo, coinvolti in una crisi epocale legata alla fine
dell'unit religiosa dell'Europa e delle guerre che ne seguirono.
Infine ricordiamo il tentativo di Fichte, il quale propose, al di
l della logica dell'essere, una logica dell'Io in grado di essere
un fondamento ancora pi radicale (e quindi pi solido) dello
stesso principio di non contraddizione. Sulla strada da lui
indicata si ebbe il risultato straordinario della metafisica
hegeliana, il pi potente e perfetto sistema di pensiero mai
realizzato nell'intera storia della filosofia.
Il desiderio di costruire sistemi  connaturato alla ragione e
questo spiega come mai se ne incontri spesso la tendenza nel corso
della storia della filosofia. Ma di fronte alla complessit del
reale e ai tanti modi in cui esso pu essere interpretato, questi
sistemi hanno sempre mostrato una loro fragilit, perch la messa
in discussione di una parte comporta la crisi dell'intero sistema.
Inoltre ci sono filosofi che hanno interpretato questi sistemi
come gabbie in cui la libert e con essa la ricerca della verit
sono state soffocate. Di qui le reazioni in nome dell'individuo,
dell'esperienza personale, della storia, dell'arte e cos via.
Heidegger, come  noto, critica tutte le metafisiche del passato,
perch hanno favorito lo smarrimento dell'Essere, esse lo hanno
trasformato in un ente per poterlo conoscere, condizionando cos
pesantemente la storia dell'Occidente. Secondo il filosofo tedesco
una delle conseguenze dello smarrimento dell'Essere  la presenza
attuale di scienza e tecnica come forme di dominio, che mettono a
rischio il futuro dell'umanit.
Le metafisiche del passato avevano cercato nella ragione il loro
fondamento. La nuova proposta di Heidegger inizia con il porre in
questione proprio il lgos. Il filosofo tedesco  convinto che non
solo il pensiero discorsivo, ma anche l'intuizione non dia
garanzie sufficienti perch  eccessivamente condizionata da
elementi volitivi. Inoltre l'intuizione presuppone un ambito
dell'essere che si rivela (che si toglie il velo) e rende
possibile l'evidenza dell'ente. Quindi bisogna cercare pi a fondo
nella convinzione che l'essere  la verit originaria che da
sempre la filosofia cerca e che non si tratta di trovarlo come un
ente qualsiasi, ma di porsi in ascolto di esso (la comprensione
preconcettuale dell'essere deve precedere quella concettuale).
Heidegger intu che l'husserliano mondo-della-vita, con
l'importante caratteristica di precedere il principio di ragione
e quindi di essere pre-logico, poteva diventare il fondamento su
cui costruire una nuova metafisica, adeguata al livello critico
del ventesimo secolo. Come egli stesso ricorder in seguito, la
fenomenologia offriva la possibilit di un cammino (In cammino
verso il linguaggio).
Per il filosofo tedesco rappresentare e manifestare sono due verbi
che indicano la differenza fra la vecchia e la nuova metafisica.
Quella vecchia pretendeva di rappresentare gli enti, la nuova
invece si pone in totale apertura verso di essi. Essa viene prima
della rappresentazione,  ante-predicativa. Nella nuova metafisica
se la verit delle cose consiste nel loro essere scoperte (secondo
l'originale significato greco del termine altheia), la verit
nostra consiste invece nell' essere aperti.
A questo punto la proposta filosofica di Heidegger si presenta
come un'antimetafisica che ha le caratteristiche di una nuova ed
originale metafisica. Essa non si pone di fianco alle altre
scienze, scienze della natura o scienze umane non importa, ma le
precede tutte perch  il fondamento che permette di comprenderle
tutte e che pertanto non pu essere compreso da esse. Le varie
scienze esprimono punti di vista parziali e soprattutto
ontologicamente posteriori; esse non colgono la trascendenza
dell'esserci- Dasein  a se stesso, al suo essere conchiuso,
determinato, non comprendono la sua partecipazione all'Essere che
lo rende qualcosa di diverso da tutti gli altri enti.
Nella nuova metafisica essere capace di ascoltare diventa la
qualit pi preziosa del filosofo e il luogo preferito per
l'ascolto  il linguaggio. In Heidegger  presente un'aperta
critica verso il ragionamento discorsivo. In questo senso la
proposta metafisica del filosofo tedesco si colloca all'interno di
quella crisi dell'illuminismo e del razionalismo che si manifesta
in modo particolare dopo la Prima guerra mondiale. La sua sfiducia
verso il ragionamento logico-discorsivo lo pone in un
atteggiamento di ascolto e di grande attenzione verso l'arte e la
poesia da una parte, e verso le culture extraeuropee dall'altra.
L'inadeguatezza del linguaggio nell'esprimere queste nuove
esigenze concettuali diventa per Heidegger un ostacolo quasi
insuperabile. Cercando di porsi al di fuori della tradizione
metafisica, che ha dato all'Occidente un'impronta indelebile, il
filosofo tedesco si trova di fronte a problemi linguistici che
cerca di superare con un lavoro delicato e complesso, in cui mette
in evidenza le potenzialit della antica lingua greca
(presofistica e presocratica) e della lingua tedesca (in
particolare la sua ricerca  rivolta verso il linguaggio dei
poeti). Egli  costretto anche a reinterpretare o ad inventare ex-
novo una serie di vocaboli e il risultato nel suo insieme rende la
lettura delle sue opere non particolarmente scorrevole@#@#..i
